Era l’alba del 12 agosto del 1944 quando tre reparti di soldati tedeschi, con l’aiuto di collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana, circondarono l’abitato di Sant’Anna (una frazione di Stazzema, Provincia di Lucca, mentre un quarto si attestava più a valle per bloccare ogni via di fuga: in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini. La magistratura militare italiana accertò che non si trattò di rappresaglia ma di un atto terroristico premeditato. L’obiettivo era sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
Oggi, ad 82 anni di distanza, l’eccidio è stato ricordato con vari rappresentanti delle istituzioni: per il governo era presente il Ministro degli Esteri e Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, per il quale il sacrificio di queste persone non può essere vano, deve servire a costruire la pace.
Per l’opposizione era presente il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che parla di “testimonianza per ribadire il nostro no al fascismo”.
Particolarmente apprezzata la presenza del governo dal sindaco di Sant’Anna di Stazzema Mario Pardini.
Il Presidente della Regione Eugenio Giani ricorda le parole di Piero Calamandrei.
“Sant’Anna di Stazzema è il simbolo dell’abisso in cui le guerre ci fanno precipitare” ha scritto in un messaggio in occasione dell’anniversario della strage, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Sant'Anna di Stazzema (Lu) - Ricordato l’eccidio nazifascista di 82 anni fa, quando, il 12 agosto del 1944, i nazifascisti massacrarono 560 persone fra cui molti bambini
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